Le sistemazioni idrauliche agrarie sono tutte quelle lavorazioni d'ingegneria agraria e idraulica che hanno il compito di regolare i flussi di acqua sia superficiale che sottosuperficiale. La loro realizzazione è fondamentale per la salvaguardia del territorio, della fertilità del terreno e degli impianti agricoli. Tra  le più famose ci sono i drenaggi, i laghetti collinari, terrazzamenti, ciglionamnti , i canali terrazza e il classico rittochino.

 

Terrazzamenti

 

Ha lo scopo di dividere le acque e soprattutto di rendere coltivabili terreni in cui le pendenze raggiungono anche il 50%. Consiste nel costruire dei muri alti 1,5-2,5 m e la successiva formazione di ripiani sopra di essi riempiendo il terrapieno. I ripiani hanno generalmente una leggera pendenza di circa 1 - 3%  per far solare l’acqua. In qualche caso si da una contropendenza per far favorire la infiltrazione delle acque in zone poco piovose. La coltura viene piantata sul bordo esterno.

 

 

Ciglionamenti

 

Consiste nel costruire scarpate in terra, e la formazione di ripiani nella zona sovrastante. I ripiani hanno una leggera pendenza di circa 2-3% per permettere lo scolo delle acque. I ciglioni vengono poi inerbiti per evitare possibili smottamenti e erosioni

 

Drenaggi

 

E' il sistema naturale o artificiale che permette il deflusso e lo smaltimento delle acque in eccesso nel terreno. Può essere realizzati in più modi in base alle esigenze e al materiale a disposizione. I più rudimentali ma non per questo meno funzionanti sono quelli realizzati con il pietrisco raccolto nell’appezzamento di terreno durante le varie lavorazioni. Le pietre vengono disposte in un fosso che può variare di profondità da 1,10 m fino a 1,50 m con larghezza di 0,50 m o superiore. Importante è che vengano realizzati ad una profondità superiore a quella dello scasso. Quando queste sono state sistemate viene generalmente steso uno strato di tessuto non tessuto (anche se le indicazioni sperimentali indicano l’insorgere di alcune problematiche con l’utilizzo di questo materiale) per evitare che particelle di terra durante la fase di ricopertura e nel tempo possano intasare i pori tra le varie pietre. In caso di mancanza di pietrisco nel terreno possono essere usati altri materiali. Può essere usata ghiaia pulita appositamente portata da unacava,  oppure materiale in laterizio. Per facilitare lo scolo dell’acqua possono essere usati anche tubi drenanti in pvc, da soli o in associazione con gli altri materiali. I tubi possono avere un diametro variabile a secondo delle necessita (da Ø 50 a 100 mm). Anche in questo caso prima di richiudere i vari fossi drenanti viene generalmente steso uno strato di tessuto non tessuto per evitare l’intasamento da parte delle particelle di terreno. I drenaggi vengono attestati in acquidocci laterali all’appezzamento o in aree limitrofi dove è possibile smaltire l’acqua senza danni. I dreni spesso vengono attestati in un unico punto per recuperare le acque per futuri utilizzi. L’intensità di drenaggi varia a secondo del tipo di terreno e dalla portata di acqua da smaltire.

 

Laghi

Canali terrazza

 

Sono costituiti da canali, con andamento trasversale rispetto alla massima pendenza, rappresentati da impluvi costituiti, verso valle, da un ampio ripiano (circa 5 m) in contro pendenza (fronte di pendenza) formati dal riporto della terra scavata a monte (fronte di scavo). La distanza tra due canali terrazza successivi, nel senso della pendenza del versante, varia in funzione della pendenza e dell’erodibilità del suolo. In questo modo si riduce la lunghezza dei versanti e quindi la velocità delle acque superficiali e il rischio di erosione. Il vantaggio di questa sistemazione oltre a ridurre l’erosione è dato dal fatto che non si hanno perdite di superficie utilizzabile né impedimenti al movimento dei mezzi di lavoro. Nel dettaglio il canale terrazza è formato da tre fronti: un “fronte di scavo”, nel lato verso monte, da dove viene spostata la terra che va a formare il “fronte di pendenza”, in contro pendenza rispetto all’andamento del versante, e  un “fronte a valle” che unisce la parte più elevata del fronte di pendenza al versante sottostante. Ciascun fronte può avere una estensione variabile, ma non inferiore a 4.2 metri.

I canali terrazza vengono classificati in base alla funzione e alla forma della sezione trasversale. Per quanto riguarda la funzione possono avere una funzione di smaltimento o di assorbimento. Nel primo caso devono allontanare le acque superficiali, a velocità non erosive tramite una leggera pendenza trasversale,  riversandola in acquidocci o in collettori tubati  interrati attraverso un apposito tombino. Nel secondo caso hanno la funzione di favorire l’infiltrazione dell’acqua nel terreno in zone poco piovose. In questo caso non hanno logicamente pendenze trasversali. Il secondo parametro di classificazione è basato sulla forma della sezione trasversale. In base a ciò si distinguono tre canali:

  • A BASE LARGA: per facilitare il movimento dei mezzi meccanici dove la pendenza non è superiore al 8%. La pendenza dei tre fronti, sopra indicati, che costituiscono il canale terrazza oscilla, a seconda dei casi tra un rapporto altezza/larghezza di 1:4 e 1:8 La lunghezza dei fronti dipende dalla pendenza dell’appezzamento, ma generalmente non è inferiore a 4,2 m nel fronte di scavo, a 3,6 m nel fronte di pendenza e 4,2 nel fronte a valle.
  • A BASE LARGA CON FRONTE A VALLE RIPIDO: si applica in terreni con superfici superiori all’8% fino a pendenze del 14 – 15%, poiché questo tipo di sistemazione era stata proposta, come anche la precedente, abbinata a lavorazioni eseguite trasversalmente alla pendenza..
  • A BASE LARGA E PIATTA: caratterizzati dall’avere una base larga variabile tra i 7,5 m e i 22 m. Si costruiscono su terreni poco pendenti (< al 4%) in zone a piovosità scarsa per favorire l’infiltrazione delle acque. Non presentono pendenze trasversali.

 

Rittochino

 

E' la sistemazione più diffusa nelle colline delle regioni centro meridionali italiane. Consiste nell’effettuare le lavorazioni e disporre i filari dei vigneti nel senso delle linee della massima pendenza. Questo tipo di sistemazione consente di allontanare rapidamente l’acqua dal terreno e permetteva l’approfondimento del lavoro (un tempo veniva effettuato solamente in discesa, oggi con i moderni trattori in entrambe le direzioni). A monte e a valle possono essere costruite delle strade       (capezzagne) per favorire il movimento e l’esecuzione  delle lavorazioni e dei trattamenti alla coltura. Questa sistemazione tuttavia ha il difetto di favorire l’intensificarsi dei processi erosivi, in particolare su pendenze elevate, dovuto all’elevata velocità delle acque di scorrimento superficiale. L’erosione può essere attenuata tramite la formazione di fossi di guardia a monte dell’appezzamento e con la realizzazione di un sistema di drenaggio in modo da favorire l’infiltrazione dell’acqua e, conseguentemente, ridurre i volumi di scorrimento superficiale. Quando gli appezzamenti sono molto lunghi possono essere interrotti da apposite strade-fosso che interrompono lo scorrimento delle acque superficiali. Le acque raccolte dalle strade-fosso vengono poi convogliate negli acquidocci o, preferibilmente, in apposite fognature che le conducono a valle senza creare ulteriori problemi erosivi.   o >>

 

Cenni delle altre sistemazioni idrauliche-agrarie di collina

  • Girapoggio: sistemazione estensiva costituita da una serie di fosse profonde 20-30 cm e larghe 30-50 cm che seguono una pendenza del 1,5-3% rispetto alle curve di livello, e sversano le acque in acquidocci o impluvi naturali posti ai lati degli appezzamenti.
  • Cavalcapoggio: utilizzato quando il terreno presentava una pendenza a valle e due pendenze laterali contrapposte. Veniva realizzato scavando una trincea (piegaia) nella quale veniva poi eretto un muretto o un accumulo di pietre provenienti dal dissodamento delle superfici sovrastanti. I muretti possono col tempo formare dei ripiani che hanno andamento trasversale, dando una forma regolare al terreno, ma non quasi pianeggiante come i terrazzamenti. L’acqua che proviene dai ripiani viene poi scaricata a valle tramite degli acquidocci o fosse latarali.
  • Fosse livellari e strade fosso livellari: Consiste nella realizzazione una affossatura trasversalmente al versante collinare, ad una profonda maggiore di circa 5-10 cm rispetto alla lavorazione. La distanza tra loro, nel senso della pendenza, è di circa 60-80m, con una pendenza di circa 1 - 2,5% per permettere lo scolo della acque in acquidocci posti lateralmente all’appezzamento. Questa sistemazione permette di intercettare le acque superficiali e quelle che scorrono lungo il fondo di lavorazione. Le fosse livellari vengono realizzate annualmente durante la fase di aratura eseguita a rittochino, per cui annualmente vengono riformate con l’utizzo di una scavafossi o con un aratro. Le fosse talvolta vengono sostituite da strade-fosso livellari con profilo contropendente. In questo caso si assume una duplice funzione, raccolta delle acque in eccesso e quella di favorire il passaggio delle macchine operatrici.
  • Ripiani raccordati: consistono in ripiani con pendenza trasversale divergente e raccordati tramite piazzole per agevolare il passaggio dei mezzi meccanici da un ripiano al successivo. I ripiani hanno pendenze alternate nel senso della lunghezza (2%) e nel profilo verso monte (1%). Le colture arboree  vengo disposte sui bordi esterni dei ripiani.

 

Stampa Stampa | Mappa del sito
Agrichianti di Fronti B&C SNC STRADA VICINALE LAMA DEI FRATI 101/M 53017 RADDA IN CHIANTI