La preparazione del terreno è la fase in cui con mezzi meccanici (ruspe, escavatori e trattori) il terreno viene lavorato per essere modellato, scassato e preparato per accogliere il nuovo impianto. Si divide in più fasi, ma non tutte necessarie in base al tipo di terreno e alla sua morfologia. Sono lavori di tipo straordinario, ovvero che vengono effettuati una solo volta nella vita dell'impianto agricolo (circa ogni 30/40 anni).

 

Estirpazione

 

Durante l’estirpazione vengono eliminate le vecchie piante di vite, e la struttura portante composta dai pali di sostegno e dai fili in metallo. L’estirpazione può essere effettuata tramite macchine escavatrici le quali tramite una benna abbattano la struttura portante ed estirpano le vecchie piante dal terreno. I materiali vengono poi accumulati. Per separare la materia organica da quella inorganica viene acceso un fuoco e bruciato tutto il cumolo. In questo modo possono essere bruciate le vecchie viti e i pali in legno non più utilizzabili. Il materiale rimanente, ferroso nel caso dei fili e i pali in cemento debbono poi essere smaltiti in apposite discariche specializzate. Se nel vigneto ci sono dei materiali recuperabili come pali metallici o in legno, se ancora in buono stato, possono essere tolti manualmente prima del passaggio della macchina. Una volta estirpato si può passare alle fasi in cui il terreno viene lavorato formando le nuove sistemazioni.

 

Livellamento

 

  

   E' una fase  molto importante in quanto si definisce la sistemazione idraulica-agraria del vigneto. La prima cosa da fare tramite un escavatore è la creazione di un fosso di guardia posto a monte dell’appezzamento per proteggerlo dalle acque piovane provenienti da monte. Successivamente tramite delle ruspe con peso che varia dai 150 ai 400 q si scortica il terreno ad una profondità di circa 15-20 cm. Questa terra più superficiale è più ricca di sostanza organica quindi viene messa da parte in un grande cumulo e successivamente ridistribuita in modo uniforme o quasi per evitare la perdita di nutrienti. Con la ruspa si modella il terreno spingendo la terra principalmente dalle zone più alte a zone più basse dell’appezzamento per cercare di livellare in modo più uniforme il terreno. Questa operazione però può causare una zona in cui lo spessore del suolo esplorabile dalle radici si riduce. Questo problema può essere risolto con il successivo scasso anche se la zona rimane meno fertile a causa della mancata pedogenizzazione degli strati più profondi. Allo stesso modo nelle zone in cui è stata riportata la terra, il maggiore spessore po’ essere causa di smottamenti. In questa fase però se è presente una forte presenza di pietre e o rocce di rilevante dimensione bisogna cercare di eliminarle il più possibile. Le pietre vengo perciò usate per creare drenaggi oppure scavando fosse fonde fino a 7-8m e larghe 3-4m in zone avvallate del campo vengono sotterrati per alzare il livello del terreno e favorire il livellamento. Se è presente roccia di notevole spessore questa deve essere frantumata tramite martelli idraulici collegati all’escavatore. Le pietre che da qui si formano possono essere poi ridotte ed essere usate sempre per i drenaggi e o per livellare i terreni. Le pietre di notevole spesso possono essere messe da parte per creare muri a secco. Durante il livellamento si creano le strade. Le strade hanno dimensioni variabili in base alle esigenze aziendali, ma in media si aggirano intorno ad una larghezza di 6-7 m.

 

Scasso

 

 Lo scasso è una lavorazione del terreno classificata come straordinaria  cioè una lavorazione effettuata per cambiare l’ordinamento colturale per inserire piante arboree o per rinnovare impianti arborei a fine ciclo. Sono lavorazioni profonde  (almeno 1 m) e in un arco di tempo di lunga durata (nei casi dei vigneti si circa 25-30 anni). In questa lavorazione l’agricoltore si propone di mettere a disposizione delle piante un volume maggiore di terreno fertile e sano. Questo tipo di lavorazione causano un aumento di volume del terreno di circa il 10-20%. Può essere effettuato con strumenti rovesciatori o discissori. In base alla superficie interessata si può dividere in scasso totale, cioè quando interessa l’intera superficie del terreno, o scasso parziale, quando interessa solo una parte di esso.

Tra gli scassi parziali ricordiamo:

 

Scasso a fosse: viene preparato il terreno solo nei punti in cui prenderà forma il nuovo filare. Sul fondo della fossa larga circa 1m e fonda 1,20m veniva allestito il sistema drenante.

 

Scasso a buche: veniva realizzato nei punti in cui veniva collocata la pianta. Si scava una buca  di circa un metro per un metro all’interno della quale si colloca la pianta.

 

Per quanto riguarda lo scasso totale diverse sono le tecniche. L’esecuzioni a mano e con esplosivi, un tempo molto usate, oggi non vengono più usate per motivi di sicurezza e tempo (si impiegavano circa 600-700 giornate di lavori per scassi a mano in terreni a tessitura fine). Oggi gli scassi vengono effettuati con aratri, con ripper o con escavatori con un peso compreso tra i 150 q e 350 q ad una profondità di circa 1,10 m. Molto spesso dopo il dissodamento del terreno viene effettuato uno spietramento a 50-60 cm di profondità con escavatori più piccoli, con un peso tra i 150 e i 220 q , (per evitare il costipamento del terreno) provvisti di benna grigliata.

 

Lavori post-scasso

 

Il terreno scassato può subire ulteriori lavorazioni. Queste possono essere effettuate sia immediatamente dopo lo scasso o nei mesi successivi a secondo delle esigenze e delle decisioni aziendali. Le lavorazioni più diffuse sono l’affinamento del terreno tramite passaggio con erpici a molle o a disco per migliorare la struttura del terreno e favorire la piantagione delle barbatelle. Si possono effettuare concimazioni di fondo per aumentare la sostanza organica e favorire la microflora del terreno e migliorare la struttura del terreno. Per la concimazione si possono usare concimi organici, letame o prodotti compostati derivati dalla spazzatura organica o residui vegetali. Si effettua anche l’interramento di piante erbacee (sovescio) seminate dopo lo scasso. Se la piantagione delle barbatelle avviene dopo molti mesi dallo scasso, si può ammorbidire lo strato superficiale del terreno che subisce compattamento dalle piogge, con un passaggio di erpici o aratri con una profondità di 30-40 cm.

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