La piantagione delle barbatelle è una fase molto delicata nella realizzazione di un vigneto. Delicata perché ci sono molti fattori che possono condizionare l’attecchimento delle barbatelle, da fattori climatici ambientali a quelli biologici della barbatella stessa. Il periodo ottimale per la piantagione è quello che va da Gennaio ad Aprile, ovvero nel periodo in cui lo stadio fisiologico della barbatella è dormiente. Si preferisce piantare in questo periodo perché il trauma che può subire la pianta è minore, in quanto la barbatella viene espiantata dal vivaio in fase dormiente e alla ripresa vegetativa si trova già nel terreno in condizione ottimale per svilupparsi. Inoltre le piogge con il loro potere di compattare il terreno favoriscono il contatto tra le radici della pianta e le particelle del terreno. Se la piantagione per motivi di qualsiasi ragione dovesse proseguire nei mesi di Maggio e Giugno (cosa molto frequente), le barbatelle dovranno essere maggiormente seguite. Questo proprio a causa delle scarse precipitazioni in questi mesi, soprattutto negli ultimi anni, che possono portare a mancanza di acqua a disposizione per le piante che non hanno un apparato radicale sufficientemente profondo per trovare risorse idriche negli strati più profondi e o mancanza di contatto con le particelle di terreno. In questi casi è necessario provvedere ad una irrigazione di soccorso, delle barbatelle. Se piantate a Giugno le barbatelle corrono spesso il rischio di essere messe a dimora con germogli che si sono già svegliati e quindi con un maggiore fabbisogno idrico. La piantagione può essere fatta anche nei mesi di Ottobre (fine mese), Novembre e Dicembre, ma in questi casi dobbiamo essere molto attenti che il materiale a disposizione sia un prodotto della nuova annata agraria. Bisogna evitare piante che abbino germogliato o passato l’estate in frigorifero. Importante comunque è, anche in questo caso, che la barbatella sia dormiente (la dormienza inizia generalmente nei primi giorni di Ottobre).

La piantagione viene effettuata in due modi: manuale o meccanicamente.

Piantagione manuale

la prima operazione da fare è uno squadro per individuare la disposizione e la direzione dei filari e il sesto d’impianto. Fatto questo si segna su un asta la distanza desiderata tra le barbatelle, questa poi verrà stesa sul terreno e usata come riferimento al momento della messa a dimora della pianta. Nel passato le barbatelle venivano piantate manualmente scavando una buca profonda circa 30 cm all’interno della quale venivano depositata la pianta e poi rincalzata con il terreno. Questa tecnica non è più molto usata in quanto il lavoro risulta essere molto lento anche se efficace in quanto le radici si trovavano un terreno lavorato vicino. Oggi le viti vengono piantate con delle forcelle. La forcella è uno strumento di circa 0,80-1 m alla cui estremità si trova una “forchetta” in cui viene posizionata la parte basale della barbatella. Facendo pressione con le braccia su un manico si spinge la forcella e la barbatella nel terreno. Quando questa è impiantata fino alla giusta profondità si estrae la forcella facendo rimanere nel terreno la pianta. Tolta la forcella con un piede si esercita una leggera pressione per avvicinare maggiormente le radici e la pianta al terreno. Da considerare che prima della messa a dimora è necessario tagliare le radici in quanto se queste sono troppo lunghe al momento della pressione da parte dell’operatore possono girarsi verso l’alto e quindi non essere nella posizione corretta per l’inversione del polo radicale. Il taglio della radice può comportare nel primo anno un minore sviluppo della pianta rispetto alla piantagione meccanica. Finito un filare si passa al successivo tenendo conto del sesto precedentemente tracciato con lo squadro

 

Vantaggi piantagione manuale:

  • Non si causa compattazione del terreno per il passaggio della  trattrice;
  • Può essere effettuata anche con un terreno non in tempera o non ideale al passaggio del trattore (es. terreni bagnati);
  • L’eventuale presenza di eccessivo scheletro può non compromettere le operazioni di piantagione.

Svantaggi piantagione manuale:

  • Lentezza delle operazioni (circa 100-110 barbatelle per h di un operatore);
  • Minor vigoria delle piante il primo anno a causa del taglio delle radici

Piantagione meccanica

La piantagione meccanica viene effettuata con una piantatrice trainata da una trattrice di almeno 115 cv.  Questa è formata da un coltro che con l’avanzare della trattrice apre un solco, una ruota dotata di forcelle che inseriscono nel solco le barbatelle e dei vomeri che richiudono il solco interrando la barbatella. Le piantagione meccanica a differenza di quella manuale non ha bisogno di essere preceduta da uno squadro in quanto  dotate di laser o le più avanzate di Gps che le indicano la direzione del filare. La direzione e il sesto d’impianto vengono  precedentemente impostati tramite un software su un monitor posto nella cabina della trattrice il quale guida l’operatore e la macchina nella direzione e nelle distanze da seguire. Il software in oltre gestisce la ruota con le forcelle indicando il momento del rilascio della barbatella nel terreno in base al sesto precedentemente impostato sul computer. Le barbatelle vengono immesse nella ruota da due operatori che si trovano a sedere nella parte posteriore della macchina. Le barbatelle in questo caso necessitano di un taglio molto minore delle radici rispetto alla piantagione manuale, perché il solco aperto dal coltro è sufficientemente profondo e largo per inserire le piante in modo tale che le radici siano posizionate in verticale senza causare la inversione di polarità. Questo comporta un migliore sviluppo nel primo anno rispetto alla piantagione manuale. La piantatrice tuttavia per essere utilizzata richiede  condizioni del terreno ideali: il terreno non deve essere troppo bagnato altrimenti la trattrice non è in grado di passare nel campo, se presente sassi troppo grossi questi possono dar fastidio al momento dell’apertura e chiusura del solco e o possono variare la velocità di avanzata della trattrice. Tuttavia la differenza della velocità di messa a dimora delle barbatelle rispetto alla manuale è notevole, si va dalle 10.000 unità giornaliere nei terreni più difficili fino alle 16.000 in quelli più facili.

 

Vantaggi piantagione meccanica:

  • Velocità delle operazioni;
  • Precisione;
  • Maggiore vigoria delle piante nel primo anno;

 

 

Svantaggi piantagione meccanica:

  • Compattamento terreno per il  passaggio della trtrattrice;
  • Utilizzabile su terreni asciutti;
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